Come già saprai, la Legge di Bilancio, Manovra 2019, ha apportato alcune modifiche alla Legge del 2017 in materia di Lavoro Agile introducendo un diritto di prelazione per le richieste provenienti da alcune categorie di lavoratori e lavoratrici. In particolare si fa riferimento alle richieste di lavoratrici madri che hanno concluso il congedo di maternità da meno di tre anni e di lavoratori/trici genitori di figli in condizioni di disabilità grave.

La domanda che noi ci siamo posti è: questa modifica fa veramente bene alle madri? Dal nostro punto di vista questo provvedimento porta con sé alcune conseguenze negative: innanzitutto il rischio di contrapporre una categoria (le madri) ad un’altra (giovani, over 55, ecc) ed in secondo luogo un appesantimento dal punto di vista burocratico. Ciò che la modifica di fatto tradisce è proprio lo spirito e le potenzialità di una legge nata per conciliare le finalità di work-life balance con quelle di produttività ed efficienza e che stava riuscendo nell’intento grazie ad un impianto semplice, flessibile e basato sulla volontarietà delle parti. 

Ma non solo…

I dati che abbiamo accumulato in migliaia di questionari di misurazione impatti, hanno confermato come la misura venga usata indistintamente da uomini e da donne e come stia portando soddisfazione soprattutto – ma non solo – a chi ha esigenze di conciliazione. Il risultato di una tale modifica sarà quindi quello di portare con sé ulteriori adempimenti e burocrazia, rischiando di diventare meno attraente. E questo paradossalmente potrebbe andare proprio a discapito delle madri.

È molto importante per noi riflettere su questo tema soprattutto questa settimana, perché la festa della donna non deve essere solo l’8 marzo ma tutto l’anno e soprattutto nel mondo del lavoro dove la componente femminile si ritrova quotidianamente a dover lottare contro pregiudizi e disparità.

#Balanceforbetter